Rassegna Stampa

Stampa
PDF

Tramarin guida il Pd cittadino: «Ora avremo una voce sola»

on . Postato in Rassegna Stampa

Mattino di Padova 6 Dicembre 2017 - «Il Pd parlerà con una voce sola. Discuteremo e ci confronteremo al nostro interno per arrivare a una posizione unica». Il primo banco di prova? Il nuovo ospedale su cui i dem si sono in questi mesi frammentati in una pluralità di posizioni: «Nessuno può negare che è apprezzabile lo sforzo fatto dall'amministrazione per evitare di lasciare un buco nero in centro. La posizione definitiva arriverà dalle riunioni degli organi dirigenti». Riportare l'ordine in un partito dominato dal caso è l'obiettivo del neo-segretario cittadino dei dem Davide Tramarin (nella foto), 33 anni, eletto lunedì sera all'unanimità dall'assemblea di via Beato Pellegrino. Unanimità che non ha cancellato le divisioni della campagna congressuale che sul piano provinciale ha visto risultare vincitore Vittorio Ivis su Federico Ossari. Proprio a un'esponente della minoranza è stata affidata la presidenza dell'assemblea cittadina, all'ex assessore Marta Dalla Vecchia. «È un segnale importante e io ho l'intenzione di essere pienamente inclusivo di tutto il partito - sottolinea ancora Tramarin - Dobbiamo riuscire a tornare a coinvolgere i cittadini attorno all'idea che la politica è utile. Stare il più possibile vicini alla gente, presenti capillarmente nel territorio, raddoppiare le iniziative. Voglio realizzare almeno 5 iniziative pubbliche al mese nei quartieri. D'altronde noi abbiamo un bacino: è il popolo delle primarie che quando viene chiamato a scegliere risponde sempre positivamente. E poi non mancheranno le iniziative culturali innovative che coinvolgeranno i nostri giovani».
Stampa
PDF

IVIS E' SEGRETARIO: "RIPORTARE IN ALTO L'ORGOGLIO DEMOCRATICO!"

on . Postato in Rassegna Stampa

Mattino di Padova 27 novembre 2017 «Adesso riportiamo in alto il nostro orgoglio democratico». Vittoio Ivis (26 anni il prossimo 9 dicembre), consigliere comunale a Monselice, è il nuovo segretario provinciale del Pd. Ha battuto, alla fine della lunga marcia dei congressi nei circoli, lo sfidante Federico Ossari (già segretario dal 2010 al 2013) con un netto 63% delle preferenze e la vittoria in 51 circoli su 80. In totale hanno votato 1.438 militanti su 2.682 iscritti (affluenza: 53%).Della generazione millennials e "nativo democratico" alla guida del partito, dopo aver gestito negli ultimi anni la delega all'ambiente, chiamato in segreteria da Massimo Bettin. Un segnale di rinnovamento nato dai territori: la candidatura di Ivis infatti si è sviluppata in parallelo con l'esperienza di "Punta in Alta" di Michela Lorenzano. Un progetto che ha riscosso il consenso dei militanti, costringendo poi le varie "correnti" ad accodarsi. Ma se nel 2013 si trovò un accordo unitario mettendo alla testa della segreteria cittadina un renziano (Bressa) e in provincia un non renziano (Bettin), stavolta la contrapposizione è andata oltre: non un congresso unitario, ma una parte dei dem che finisce in minoranza. È quella rappresentata da chi fa riferimento all'esperienza centrista della Margherita: vale per Ossari, così come per il senatore Giorgio Santini, il consigliere regionale Claudio Sinigaglia, il capogruppo in Comune Gianni Berno, l'ex sindaco di Este Giancarlo Piva, il vicesindaco di Cadoneghe Mirco Gastaldon e il vicepresidente della Provincia Fabio Bui. «Il segretario è colui che vince il congresso, ma il dialogo non deve mai mancare. Per questo mi confronterò con tutti», sottolinea Ivis che però non rimpiange l'unità a tutti i costi: «È stato positivo che ci sia stato un confronto in questo congresso perché ha ravvivato l'entusiasmo dei militanti. Certo ci sono state in alcune occasioni delle asprezze che sinceramente non ho cercato né apprezzato». Ma da cosa riparte adesso il Pd padovano? «Dal coraggio di confrontarsi con gli iscritti, senza decidere tutto in stanze segrete», risponde il neo-segretario, la cui carica verrà ufficializzata nella prima assemblea provinciale che si svolgerà sabato prossimo. Assieme a lui infatti i circoli hanno eletto 93 delegati che si distribuiscono in modo proporzionale: 62 della componente di Ivis e 31 faranno riferimento a Ossari. In città sono stati eletti anche i delegati all'assemblea cittadina, che poi eleggeranno al loro interno il segretario. Qui l'elezione è indiretta e i candidati sono ancora "coperti". È probabile però che alla guida del partito cittadino arrivi il giovane segretario di Forcellini Davide Tramarin (33 anni), che dovrebbe poter contare su 36 delegati sui 60 dell'assemblea cittadina. Ancora due giovani quindi alla guida dei dem: «Non è un problema - risponde Ivis - La società è cambiata tantissimo negli ultimi anni: una qualità che deve avere chi fa politica è quella di saper interpretare l'attualità. E non è detto che i criteri per farlo li abbiano solo le persone esperte. Anzi serve l'orgoglio di parlare a tutti, in primis a chi sta costruendo il proprio futuro».
Stampa
PDF

LA RELAZIONE DI INSEDIAMENTO DEL SEGRETARIO VITTORIO IVIS

on . Postato in Rassegna Stampa

Care Democratiche, Cari Democratici, è un grande onore essere qui con voi oggi, in questa nuova veste. Avverto forte la responsabilità di un incarico così importante, ma allo stesso tempo sono orgoglioso di poter rappresentare la comunità che amo e nella quale sono cresciuto in questi anni. Lo dico in premessa, non ci saranno nella maniera più assoluta, ne oggi ne in futuro, toni autocelebrativi. Ciò che mi ha condotto qui è stato un grande e articolato lavoro di squadra, nella quale tantissime persone hanno speso con generosità tempo, energie e passione. L’esito di questo congresso non incorona me, ma un largo e composito gruppo che ha avuto il coraggio di affrontare una sfida vera, mettendoci la faccia fino in fondo. A tutte queste persone rivolgo un sentito e personale ringraziamento. LEGGI TUTTO
Stampa
PDF

LA RELAZIONE DI VITTORIO IVIS

on . Postato in Rassegna Stampa

Care Democratiche, Cari Democratici,
è un grande onore essere qui con voi oggi, in questa nuova veste. Avverto forte la responsabilità di un incarico così importante, ma allo stesso tempo sono orgoglioso di poter rappresentare la comunità che amo e nella quale sono cresciuto in questi anni. Lo dico in premessa, non ci saranno nella maniera più assoluta, ne oggi ne in futuro, toni autocelebrativi. Ciò che mi ha condotto qui è stato un grande e articolato lavoro di squadra, nella quale tantissime persone hanno speso con generosità tempo, energie e passione. L’esito di questo congresso non incorona me, ma un largo e composito gruppo che ha avuto il coraggio di affrontare una sfida vera, mettendoci la faccia fino in fondo. A tutte queste persone rivolgo un sentito e personale ringraziamento.
Per tenere insieme un Partito plurale per età, provenienza, esperienza e tradizione di chi lo popola, come è il nostro, bisogna avere una grande consapevolezza: l’umiltà. È una parola semplice, ma sappiamo tutti che praticarla non è affatto scontato, soprattutto in politica. Eppure da oggi questa non sarà un’esigenza, ma un obbligo morale che assumo di fronte a voi tutti. Sarà la via maestra da seguire nell’approccio con tutte le sensibilità che trovano cittadinanza nella nostra organizzazione, nel rapporto con i territori, con gli amministratori e gli eletti. Lo sarà anche e soprattutto con i militanti e gli elettori. E’ con questo spirito che voglio condurre, nei prossimi quattro anni, l’attività del Partito Democratico.
Allora consentitemi, per prima cosa, di fare fin da subito un ringraziamento speciale a Federico Ossari. Anche con la sua candidatura abbiamo reso possibile un congresso autentico. Insieme abbiamo permesso ai nostri iscritti di riconoscersi fino in fondo nella funzione democratica che questo Partito esercita nella definizione dei suoi organismi e che ci distingue da tutte le altre organizzazioni. Ringrazio lui e tutti i suoi sostenitori che, senza esclusione di colpi, ci hanno consentito di esprimere la vitalità rinnovata della nostra comunità. Oggi, però, il Congresso è finito e siamo tutti parte dello stesso Partito, siamo tutti marinai della stessa nave e abbiamo il dovere di remare assieme nella stessa direzione, verso nuove sfide nell’interesse esclusivo del Paese e dei cittadini della nostra Provincia.
Un ringraziamento particolarmente sentito lo rivolgo anche al Presidente e a tutti i componenti della Commissione di Garanzia. Sono persone che con grande senso di responsabilità, dedizione, spirito di servizio hanno girato la provincia, in lungo e in largo, garantendo il rispetto dei regolamenti e la legittimità dei risultati in tutti i congressi che si sono tenuti nei nostri circoli. Siete stati risorse preziose e insostituibili, facendovi carico di un grande lavoro e di una grande responsabilità. Grazie per la vostra generosità.
Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno preceduto I Segretari Rocco, Ossari, Bettin e il Segretario Reggente Sguotti), con i quali abbiamo condiviso momenti di gioia e momenti difficili, ma siamo sempre riusciti a guardare avanti, compiendo nuove imprese. Non mancherò di approfittare della vostra esperienza per chiedervi consiglio.
Ringrazio, ovviamente, tutti coloro che mi hanno scelto, accordandomi la loro fiducia. Lavorerò con tutte le mie energie per non tradirla. Ma ringrazio anche tutti coloro che non mi hanno votato. Siete stati tutti fondamentali per dimostrare la vitalità del PD e io mi impegno a rappresentarvi tutti.
In fine consentitemi di fare un ringraziamento personale alla famiglia, che c’è e ci sostiene, che crede in noi e ci sprona a non mollare mai. Ma non solo, è anche fonte insostituibile di ispirazione e valori. Ognuno di noi qui, oggi, sono sicuro sacrifica molto dei suoi affetti per questa grande passione che è la Politica, quella con la P maiuscola. A tutti i nostri compagni, compagne, a tutti i nostri parenti che credono in noi e supportano il nostro senso civico: un grazie dal profondo.
Il Congresso è terminato e voglio fare alcune considerazioni. Si sono espressi oltre 1.400 iscritti, in quasi 100 sezioni ed in un territorio vastissimo come quello della Provincia di Padova. Noi siamo un partito reale. Ancora una volta, nonostante le avversità e le oggettive difficoltà, siamo riusciti a mettere in piedi una macchina organizzativa unica che ha dato vita ad un processo decisionale partecipato e democratico. Certo, abbiamo tanto da recuperare. Dobbiamo dirci senza infingimenti che lo stato di salute della nostra organizzazione ha goduto di migliori stagioni. Però attenzione. Dal Nord al Sud della Provincia abbiamo anche riscoperto una comunità viva e desiderosa di contare. Non c’è un altro luogo come il PD fuori dal PD, questa è la verità. Dobbiamo lavorare qui dentro con entusiasmo e determinazione, perché il futuro lo costruiamo solo partendo da qui.
E’ per queste ragioni che lunedì sera sono venuto in Federazione e ho iniziato a telefonare, uno ad uno, a tutti i segretari di circolo della nostra Provincia e continuerò finché non gli avrò sentiti tutti. Quelli che mi hanno sostenuto, come quelli che hanno fatto altre scelte. Poche parole, solo per dirgli che il mio telefono deve squillare spesso nei prossimi quattro anni e che io risponderò. Che noi non li lasceremo soli. Ho fatto un percorso dal basso e so quanto dura sia restare soli. I circoli sono la nostra unità di base, quando chiude un circolo spesso alle amministrative vince la Lega. Ma non solo, i circoli e i militanti sono un nostro baluardo di democrazia. Penso agli amici di Cittadella, dove ogni cosa è più difficile se sei del PD, ma loro non demordono e con coraggio proseguono una battaglia lunga che, presto o tardi, vinceremo. Ma penso anche agli episodi che si sono susseguiti nelle ultime settimane: l’esultanza fascista del calciatore a Marzabotto, il rogo della sede PD di Ostia e l’irruzione dei Veneto Fronte Skinhead a Como. Non possiamo permetterci reazioni timide, signori. I destinatari politici di questi episodi raccapriccianti siamo noi. I democratici. Siamo noi i soli a poter rispondere con forza sul piano politico e a dover condannare. Nessun altro lo farà. Noi, invece, non ci sottrarremo.
Noi non abbiamo il dubbio da che parte stare, sappiamo già chi siamo:
Siamo quelli che lavoreranno sempre per la piena emancipazione delle donne in una società ancora troppo maschilista;
Siamo quelli che difenderanno i diritti civili e che combatteranno ogni forma di omofobia e transfobia;
Siamo quelli che stanno dalla parte della legalità e della giustizia senza mezzi termini;
Siamo quelli che non cedono sulle pressioni xenofobe e che continuano a difendere che la dignità umana è una e vale per tutti;
Siamo quelli che non accettano speculazioni su queste e molte altre paure della gente.
La prossima settimana concluderò le telefonate sentendo anche tutti i nostri sindaci. So bene, lo sappiamo tutti, quanto sia difficile governare oggi gli enti locali. Le risorse diminuiscono, la burocrazia aumenta e le pressioni dei cittadini restano forti. Avete un grande onere: essere la politica di cui le persone si fidano di più. Quella da cui vengono quando hanno bisogno veramente. Non a Roma o a Venezia, ma a bussare alla porta del Municipio. Il PD però ha strumenti che a tanti mancano. Ha una rete fatta di esponenti in ogni istituzione e questa rete deve saper fare sistema, deve sapersi aiutare a vicenda. Il Partito Provinciale non smetterà di spendersi perché questa rete acquisti maggior solidità di anno in anno e non si sottrarrà dalla responsabilità di dare precisi indirizzi sulle grandi questioni.
Serve un partito che sappia anche decidere. Un partito che dica con chiarezza, alle volte, da che parte sta. Non è questione di decisionismo, ma di identità. Per raccogliere consensi attraverso la nostra offerta politica abbiamo bisogno essere credibili e per essere credibili bisogna anche sapersi schierare e decidere.
C’è poi un tema che mi sta particolarmente a cuore, sul quale vorrei spendere con voi qualche parola oggi. Mi riferisco alla formazione. Scegliere di investire nella formazione, per un’organizzazione politica, significa scegliere di investire nel proprio futuro. Abbiamo bisogno non solo di condividere il sapere tecnico, ma anche di trasmettere i valori che sono a noi cari. Superate le politiche metteremo in campo una nostra proposta di scuola ispirandoci, come più volte abbiamo detto, a quella che già fu egregiamente condotta da Paolo Giaretta. Cercheremo su questo format il sostegno e la condivisione del Regionale, dei Giovani Democratici e anche delle Democratiche.
Guardate che c’è una sfida molto più sottile che sottende a questi ragionamenti ed è quella dell’offerta di una cultura politica alternativa, della non-subalternità alla Lega e ai populismi in Veneto. Non possiamo nasconderci le grandi difficoltà che un’organizzazione di centro sinistra, liberale e progressista, come la nostra, incontra proponendosi al tessuto sociale di questa Regione. Ma la risposta non può essere quella di assecondare ed inseguire il più popolare tra gli attori politici del contesto regionale. Noi nasciamo per rappresentare qualcos’altro, qualcosa che guarda a più lontano, che incarna lo spirito di una politica alta, di uno stile amministrativo fatto dalla responsabilità e non dall’opportunismo politico. Dobbiamo avere il coraggio di essere e di proporci come noi stessi, fino in fondo.
Nel 2018 ci attende un appuntamento elettorale molto importante, le Politiche. Sappiamo tutti che qui sarà molto dura e che i risultati non ci premieranno. E’ anche vero però che il Veneto, con le Europee del 2014 e con i risultati elettorali di molti comuni capoluogo e non solo, ci ha spesso dimostrato di avere attenzione per le proposte elettorali e per il nostro stile di governo concreto. Confidiamo che i vertici nazionali abbiano sensibilità per il nostro contesto e chiederemo a gran voce un’attenzione particolare, ma nel mentre avvieremo delle campagne tematiche, che insieme alla segreteria condivideremo, per rilanciare le nostre posizioni su temi locali molto sentiti. Abbiamo bisogno idee, di contenuti e stimoli nuovi per non ridurre il dibattito pubblico esclusivamente alle argomentazioni superficiali delle destre. 
Cari amici, in conclusione, voglio anche dirvi questo. Durante i congressi io ho parlato del Partito Democratico come luogo non solo di elaborazione politica, ma come comunità vera, come spazio nel quale stringere rapporti personali. Un partito “dal volto umano” l’ho definito. Questa dimensione è preziosa e unica. Non lasciamoci trasportare dalle polemiche e dalle acredini, ricordiamoci sempre che noi siamo anche questo: una comunità vera. Per fare ciò però non basta un Segretario o un segreteria volenterosi, serve un po’ di più, serve un po’ dell’impegno di tutti. Io oggi accetto una sfida importante. La più importante tra quelle che mi sono assunto fin qui nella mia vita. A voi chiedo di aiutarmi, di aiutarci. Metteteci ancora la vostra passione e la vostra energia, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per ricostruire insieme questo partito.
Cari amici, teniamo riportiamo in alto il nostro orgoglio democratico. Lavoriamo per un partito forte e coeso. Ne ha bisogno il Paese e ne ha bisogno Padova. Con lo stesso spirito che animava i padri fondatori di questo Partito, andiamo a lavorare per un futuro migliore.
Viva il Partito Democratico!

UNITÀ.TV