Agenda

Tutti gli articoli in agenda
Stampa
PDF

RELAZIONE DEL SEGRETARIO VITTORIO IVIS ALL'ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL 21 OTTOBRE 2019

Postato in Agenda

Buona sera a tutti e grazie per essere qui, una decina di giorni fa si è tenuta qui la Direzione Provinciale. Abbiamo discusso approfonditamente del nuovo scenario nazionale, dell’appuntamento elettorale con le elezioni regionali 2020 e del nostro livello territoriale. E’ stata la sede per dirci con severità e franchezza che serve un cambio di passo del PD a tutti i livelli e che serve farlo insieme nel segno dell’Unità. Già da qualche mese poi, come i membri della Direzione sanno, si è lavorato insieme a tutte le sensibilità del partito per aprire una nuova fase di gestione collegiale. .  Continua a leggere ...

Scarica la relazione in PDF
Stampa
PDF

Relazione del Segretario Vittorio Ivis all'Assemblea provinciale PD del 21 ottobre 2019

Postato in Agenda

Buona sera a tutti e grazie per essere qui, una decina di giorni fa si è tenuta qui la Direzione Provinciale. Abbiamo discusso approfonditamente del nuovo scenario nazionale, dell’appuntamento elettorale con le elezioni regionali 2020 e del nostro livello territoriale. E’ stata la sede per dirci con severità e franchezza che serve un cambio di passo del PD a tutti i livelli e che serve farlo insieme nel segno dell’Unità. Già da qualche mese poi, come i membri della Direzione sanno, si è lavorato insieme a tutte le sensibilità del partito per aprire una nuova fase di gestione collegiale. E per questo abbiamo annunciato la convocazione di un’assemblea provinciale per dare il via a questo secondo tempo del nostro mandato, mio come Segretario Provinciale e di ciascuno di noi qui dentro, come dirigente, segretario di circolo, militante.

A distanza di quasi due anni dal Congresso Provinciale 2017 lo scenario politico nazionale e locale è notevolmente cambiato. Quando la prima segreteria provinciale si è insediata, nel Dicembre di quell’anno, tutto il partito veniva da 12 mesi molto intensi. Era, infatti, stato riconfermato con un largo consenso un segretario nazionale, a Roma il PD esprimeva il Presidente del Consiglio e avevamo una rappresentanza parlamentare di ben otto eletti. Quello era anche l’anno in cui avevamo appena riconquistato, giusto da qualche mese, con un disegno inedito il Capoluogo, battendo la Lega e sostenendo un sindaco civico per la prima volta. E un gruppo di dirigenti di primo piano che aveva guidato questo processo si trasferiva proprio da Beato Pellegrino a Palazzo Moroni per accompagnare la nuova sfida amministrativa. Era una situazione, quindi, molto molto diversa da quella maturata in seguito.
Il congresso provinciale, poi, aveva diviso il partito locale. E si chiedeva al Segretario e al nuovo gruppo dirigente di lavorare secondo linee guida scelte dagli iscritti per riaffermare il PD di Padova come grande comunità di tutti i militanti e di tenerne alto l’orgoglio, di riavvicinare i territori della provincia alla città, di fare squadra con i sindaci e di sostenere i circoli, specialmente quelli della periferia più distante, rafforzando sempre di più i legami che ci uniscono e mediando perché le differenze non ci separino. Un lavoro dunque impegnativo e complesso, ma anche molto appassionante al quale ci siamo dedicati tutti, in un primo momento e seppur con posizioni diverse, con grande intensità. Ma poco dopo l’avvio di questa esperienza, con le politiche 2018, abbiamo registrato la più forte “doccia fredda” nella nostra storia. Il voto alle politiche ha segnato profondamente la nostra organizzazione e ha fotografato plasticamente, nella sua nettezza, il disallineamento tra il pensare e l’agire del PD e quello dell’elettorato.
Dalla sconfitta delle politiche è iniziato un tentativo di ripresa lento e articolato, a tratti disorientante, ma fatto anche di manifestazioni partecipate e sentite come quella che ha riempito piazza del Popolo a Roma, sotto la guida di Maurizio Martina, un anno fa. Un percorso di ripresa che ha segnato assolutamente il suo punto di forza e la conferma che il PD stava entrando in una nuova fase grazie alle primarie di Marzo 2019, quando oltre un milione e seicentomila persone si sono espresse democraticamente e liberamente, permettendo ad una nuova e forte leadership di Nicola Zingaretti di affermarsi.

In tutto questo tempo anche l’Italia è cambiata. E’ cambiata molto. Il Paese, nei quindici mesi di governo che hanno caratterizzato l’inizio della legislatura, ha rischiato di non riuscire più a stare insieme. Tra spinte autonomiste abbandonate a se stesse senza alcuna regia, lo scontro con l’Europa, il braccio di ferro snervante tra le forze di maggioranza, i problemi economici che non si volevano affrontare  ai quali si è pensato di aggiungere una manovra che ruba il futuro ai nostri giovani e, ovviamente, una vocazione a parlare solo ed esclusivamente di immigrazione, distorcendo senza pudore, quotidianamente, anche la realtà se necessario per raccogliere maggior consenso. L’Italia ha davvero rischiato di cambiare volto e trasformarsi in una Paese che nessuno di noi avrebbe riconosciuto. Fortunatamente la colla che teneva assieme le mille crepe di quel progetto si è sciolta come neve al sole di fronte alle responsabilità incombenti di una nuova legge finanziaria, creando gli spazi, che il PD ha saputo intelligentemente sfruttare, per invertire la rotta di questa legislatura e aprire ad uno scenario completamente diverso. E’ stato un merito del Segretario e del gruppo dirigente nazionale saper ascoltare le diverse opinioni che, in un momento convulso come quello, animavano il nostro dibattito interno e tradurle in una sintesi efficace.

Purtroppo non tutti coloro che avevano spinto per questa soluzione hanno saputo resistere alla tentazione di distinguersi e assumere  in ogni forma maggior protagonismo. E così da un lato, nel momento in cui per più ragioni il centro sinistra avrebbe dovuto serrare le fila e mostrare la forza della sua coesione, abbiamo subito la scissione orchestrata da Matteo Renzi; dall’altra l’iper-coerenza di Carlo Calenda  ha generato, al grido preconcetto di “mai con i cinque stelle”, un secondo filone di abbandoni. Parliamo di scelte legittime, chiaramente, ma che non possiamo non considerare come errori politici macroscopici da parte di chi se ne è andato. Ci siamo già detti che qui a Padova gli effetti di queste nuove vie non hanno generato grandi fuori uscite. Ci siamo anche già detti che ciò non ci consente di accomodarci sugli allori e anzi che nuovi episodi potrebbero comunque verificarsi in avanti se non sapremo anticiparli offrendo una casa plurale. Ma qualche caso lo abbiamo pur riscontrato, anche di ex-dirigenti che tutto potevano lamentare tranne di non essere coinvolti nei nostri processi o di non avere avuto spazio. Ecco, a tutti questi e agli altri noi rispondiamo senza polemiche pretestuose, con un abbraccio sincero e un augurio di buona fortuna. Ognuno deve essere libero di scegliere, come è giusto che sia. Per ciascuno che se ne va molti e molti di più restano qui a combattere e animare il PD. Questa è la nostra forza e da qui rilanceremo insieme il nostro futuro.
Lasciatemi aggiungere solo una cosa però. Ai nostri alleati di governo e ai nostri ex compagni di viaggio: avere il nostro rispetto non significa potersi prendere gioco di noi, dei nostri militanti, dei nostri elettori e di tutti gli italiani. A Carlo Calenda, che pubblica i video di quando incontra i militanti del PD al banchetto piuttosto che curare la sua rete e dimentica che al NordEst sono state oltre 200.000 mila le persone che avevano riposto fiducia in lui, anche tra le fila dei democratici, non certo per farsi prendere in giro ma farsi rappresentare in una terra dove non ha più messo piede; o a Matteo Renzi, che ci bolla come “il partito delle tasse” proprio quando un Ministro dell’Economia del PD taglia le tasse, e ha anche il coraggio di lanciare ultimatum al Governo, a loro noi ricordiamo, sommessamente ma con grande, grande determinazione, che resta la fuori un avversario comune da battere di nome Matteo Salvini, al quale dovrebbero dedicare le attenzioni ed energie di cui dispongono. E chi se ne è andato pensando di poter conquistare nuovi spazi elettorali inaccessibili al PD, quella strada deve perseguirla per davvero. Non può già oggi cominciare a ripiegare sul PD. Troppo facile. Non permetteremo a nessuno di trasformare la nostra comunità in una prateria di caccia mentre ci assumiamo la responsabilità, nuovamente, di portare l'Italia fuori dalle sabbie mobili. Questi giochini con noi non funzioneranno.

Ma il tema vero, che rimane sul piatto è: cosa deve fare il PD? Io credo il PD debba fare la cosa giusta, usando parole di chiarezza. Faccio due esempi. Credo noi dobbiamo dirci chiaramente che 1000 euro di tetto al contante siano più che giusti e che chi difende ad oltranza, come Italia Viva, un tetto molto più alto deve mettersi d'accordo con se stesso: o si è riformisti o si è conservatori. Il futuro, la rivoluzione fiscale, passa per l’ampliamento della platea che usa la moneta digitale. Il passato sono i contanti. E nel mezzo di questa decisione, c’è il grado di serietà nella lotta all’evasione che intendiamo portare avanti.
Lo stesso per me vale quando parliamo di Quota100, che significa Quota1000 se pensiamo a un qualsiasi giovane a cui oggi noi dovremmo spiegare che gli si sta ipotecando il futuro, dicendogli che non andrà mai in pensione ma pagherà le tasse per assicurarla ai suoi genitori e a  tutti i loro coetanei. Su questo si che possiamo fare squadra con il centrosinistra, scavalcando il muro di chi ha condiviso scelte e manovre di un governo che con noi non ha nulla a che vedere. Solo usando l'astuzia di alternare il dialogo con le altre forze politiche di maggioranza e il buon senso di pensare al bene dei cittadini potremmo uscire dalla morsa in cui M5S e Italia Viva vorrebbero costringerci.

Ma penso anche a quante cose serve fare su temi cardine di questo momento storico. Alcune tristi notizie, come la vicenda degli anziani fratelli morti assieme in solitudine, abbandonati a se stessi, qui nel centro di Padova, oppure l’orribile storia della morte di una giovane mamma, 23 enne di Adria, per mano del compagno, non solo ci ricordano ma ci fanno anche piombare nella fragilità sociale di questa epoca. Quanta disuguaglianza e quanti pericoli ci sono ancora da combattere per costruire davvero un paese più sicuro e forte.
Al proposito voglio anche ricordare la proposta di legge, di cui il nostro deputato Alessandro Zan è relatore, contro l’omotransfobia che questa settimana inizia il suo iter in commissione. Una proposta di civiltà che il PD avrà l’onere e l’onore di tradurre in legge.
E poi penso ai tanti temi che siamo ripetuti più e più volte: il lavoro, l’economia, la legalità e la sicurezza, l’ambiente e il territorio, la scuola e le riforme istituzionali. Sono tutti temi sui quali mostrare la nostra presenza e lavorare per cambiare in meglio la status quo. Tutti temi sui quali i cittadini ci chiedono di intervenire ed essere protagonisti con le nostre proposte.

Oggi il PD ha difronte a sé uno scenario non privo di difficoltà e incertezze, ma è alla guida di un processo di cambiamento. Attraverso la spinta dell’esecutivo nazionale e il radicamento territoriale, facendo anche sforzi di riforma della nostra organizzazione possiamo rappresentare l’Italia che costruisce il progresso e non subire i cambiamenti di altri, come vorrebbe la retorica di centrodestra.
Proprio per tutte queste ragioni, allora, serve un rinnovato spirito di unità, anche e non solo nel partito padovano. Serve perché tutto il lavoro fatto non è sufficiente. Perché se avessimo già lavorato con l’aiuto di tutti, fin qui, i nostri i risultati sarebbero stati ancor migliori. Perché all’orizzonte ci sono le regionali, ma ci sarà, tra qualche anno, anche una nuova sfida per il capoluogo e dovremo preparare per tempo quell’appuntamento tutti insieme. Ci serve un clima unitario perché oggi il PD non può permettersi di aspettare l’ultimo secondo per prendere decisioni, legittimando gruppi e sottogruppi, ma ha bisogno di una squadra di dirigenti coesi e legittimati, rappresentativo di tutte le sensibilità e della loro unità. Noi non daremo la caccia a le streghe, ne faremo il test del DNA a nessuno; lavoreremo piuttosto con lealtà e fiducia reciproca, mostrando a chi ci osserva che il futuro nel centrosinistra ha casa solo qui, nel Partito Democratico, e che tutti facciamo lo sforzo di rendere questa organizzazione più forte e solida.

Ho pensato per questo ad una nuova segreteria, snella nei numeri ma forte e presente nell’attività. Questi sono i criteri irrinunciabili con i quali ho lavorato per individuare i nuovi componenti che vi comunicheremo a breve, dopo aver definito le personalità che ne faranno parte. Ma prima di entrare un po’ più nel merito di cosa faremo assieme, ci tengo a ringraziare in maniera sentita coloro che hanno fatto parte fin qui della segreteria. Sono stati due anni non sempre facili e so che tutti, ognuno in base alle proprie disponibilità, hanno dato un contributo, sacrificando tempo, affetti ed energie. Davvero un grazie di cuore.


Passiamo ora agli impegni programmatici.

INIZIATIVE ED ATTIVITA’:
Il nuovo gruppo dirigente promuoverà un elenco d’iniziative in via ordinaria stabilito all’inizio del mese, al quale potranno aggiungersene altre concordate con il Segretario di volta in volta, sulla base di aspetti legati all’attualità o temi di rilevanza. Le iniziative “straordinarie” saranno autofinanziate dal promotore se richiederanno spazi o strumenti fuori dalle disponibilità della Federazione, in altro caso gli spazi comuni della sede provinciale saranno sempre disponibili (salvo precedenti prenotazioni). Alle iniziative del Partito provinciale ci sarà l’impegno di garantire il più ampio pluralismo interno possibile, coinvolgendo i rappresentanti istituzionali interessati laddove si affrontino temi inerenti il loro livello. In previsione delle elezioni amministrative del Capoluogo, che potrebbero coincidere con il termine del mandato, rafforzeremo in questo senso l’impegno anche in città.

ORGANIZZAZIONE:
L’organizzazione rappresenta ancora oggi un punto di forza del Partito Democratico, specialmente se rapportata a quella di altre forze politiche, ed è nostra intenzione continuare ad investire per migliorarla. Non possiamo però nasconderci come questa dimensione costringa ad una quotidiana rincorsa, di anno in anno, per non perdere terreno in un contesto generale dove la disponibilità di risorse umane ed anche economiche si riduce gradualmente sempre più.
Va distinta l’organizzazione in termini operativi, l’organizzazione della nostra rete di circoli, forum e ambiti tematici e la nostra presenza organizzata online. Ci concentriamo qui sui primi due aspetti.
Il volontariato al servizio del Partito Provinciale va incentivato e sostenuto, senza mai mortificare la generosa disponibilità di chi si impegna gratuitamente per sostenere le nostre proposte politiche. Per questo va definito un Dipartimento Organizzazione, coordinato da un responsabile coadiuvato da un piccolo gruppo di supporto che raccolga e metta a frutto la collaborazione stabile di tutte quelle persone che, trasversalmente nelle sensibilità, sono disponibili a dedicare alcune ore della loro settimana al PD. Si tratta così di far nascere un nucleo operativo strategico per migliorare anche il rapporto con i territori e per rendere più stabile e reattivo il nostro livello nei momenti di maggior intensità, come le campagne elettorali.
E’ fondamentale nei prossimi anni dedicare un’attenzione particolare ai circoli, tornando a proporre un’ABC delle attività che sono chiamati a svolgere, del ruolo dei segretari di circolo e dei rapporti con le dinamiche strettamente comunali con cui si misurano (civismo, elezioni comunali, attività consiliare ecc). Bisogna necessariamente trasmettere una formazione adeguata alle numerose persone che assumono quest’onere, specialmente dove manca un’esperienza consolidata di militanza attiva. Solo intraprendendo azioni di questo tipo e dedicando il giusto tempo ai circoli potremmo rilanciare la vita di partito a livello locale, recuperando adesioni e favorendo un clima costruttivo.
Nei rapporti con le diverse zone della provincia verranno nominati degli appositi referenti di mandamento, che dovranno dedicarsi al coordinamento delle attività dei circoli nel loro territorio, facendosi promotori di iniziative, garantendo coesione, monitorando e trasmettendo al Segretario Provinciale l’andamento e segnalando le criticità. Saranno figure con un importante ruolo di cerniera tra il centro della Federazione e le singole realtà locali, passerà in buona parte dal loro impegno e lavoro la buona riuscita delle principali campagne elettorali sovra provinciali (regionali, politiche, europee) e della compagna di sensibilizzazione su specifici temi.  Per i motivi spiegati, sarà primaria attenzione della nuova Segreteria individuare personalità riconosciute dal territorio, sentiti anche i segretari di circolo, che diano garanzia di un impegno costante e operativo.

COMUNICAZIONE E SOCIAL:
I principali canali di comunicazione utilizzati dal PD di Padova sono: Facebook e Instagram nell’ambito dei SocialNetwork; il portale/sito della Federazione Provinciale; i contatti e mailing list. Oltre ad essere modalità per coinvolgere e tenere aggiornati tutti i nostri iscritti e simpatizzanti, non va dimenticato che si tratta di mezzi attraverso i quali trasmettiamo la nostra immagine come partito politico e, a maggior ragione, l’epoca in cui viviamo ci impone di restare aggiornati e sfruttarli al massimo delle loro potenzialità.
La disponibilità volontaria di alcuni dirigenti ha fin qui consentito di tenere aggiornati questi strumenti, senza particolari costi aggiuntivi oltre a quelli indispensabili di server e sponsorizzazioni, e di ottenere buoni risultati in particolare per Facebook. Essendo diventato indispensabile l’utilizzo, va prevista annualmente una voce di spesa per la promozione dei post e delle attività; voce che sarà integrata secondo disponibilità nei periodi elettorali. Inoltre è importante aprire ed implementare la cabina di regia che segue l’aggiornamento di ogni strumento, attingendo in particolare dalla disponibilità dei giovani democratici.
E’ necessario invece un intervento strutturale, entro il 2020, per ridisegnare stile, funzionalità e contenuti del sito partitodemocraticopadova.it. Unico portale e principale punto di riferimento per moltissime persone che non utilizzano social. Il nuovo portale deve: garantire migliori standard in termini di sicurezza e privacy, rispecchiando quanto previsto dal GDPR2016; consentire la possibilità a chi lo desidera di sostenere il Partito Democratico di Padova donando direttamente attraverso la piattaforma e, allo stesso modo, prevedere un apposito form per il tesseramento online; rappresentare l’organigramma politico e fornire i contatti di eletti e riferimenti di zona/circolo; mantenere uno storico delle attività pregresse; evidenziare le attività in corso con una sezione dedicata ai materiali in download. Entro la campagna elettorale per le regionali2020 sarà fondamentale riordinare l’indirizzario mail provinciale e renderlo adeguatamente utilizzabile.
Sfruttando l’opportunità offerta anche dal dinamismo dei Giovani Democratici e l’esperienza di autorevoli esponenti oggi non più impegnati direttamente nell’attività politica, va colta la possibilità di insediare una piccola redazione per la realizzazione di un notiziario sotto forma di newsletter da inviare con cadenza bisettimanale/mensile.
Assicurare la presenza di un “ufficio stampa” temporaneo per elezioni amministrative, ogni anno, come già sperimentato.
Implementare l’utilizzo di messaggi video per veicolare messaggi e assicurare un’adeguata presenza alle trasmissioni delle televisioni locali, garantendo pluralismo interno.

FORUM AMMINISTRATORI:
Inaugureremo con un grande evento prima della fine dell’anno il “Forum degli Amministratori”. Uno spazio aperto di condivisione, confronto e approfondimento, dove consideriamo vitale che tutti i sindaci, assessori e consiglieri di maggioranza come di opposizione, vengano a promuovere le loro istanze, a trasmettere le buone pratiche e costruire insieme una presenza sempre più solida ed efficace nei territori.
Il contributo dei nostri sindaci, in un’epoca dove la società è sempre più liquida, è preziosismo e irrinunciabile per far maturare scelte in sintonia con il cittadino. Il loro impegno, quotidianamente in prima linea nel rapporto con le persone, ci consente di avvalerci di un pensiero concreto e affidabile che vogliamo far emergere nelle nostre discussioni. Sono dei sensori irrinunciabili nel territorio. Siamo anche consapevoli del sacrificio e della fatica che accompagna ogni primo cittadino e amministratore della nostra provincia, per questo continueremo a sostenerli e cercheremo di rendere sempre più utile  il nostro ruolo di trasmissione tra amministratori locali, rappresentanti istituzionali ed esponenti del Governo.
E’ già iniziato e proseguirà con maggior impegno l’investimento di anno in anno nella partecipazione del PD ad ogni elezioni amministrativa locale, anche dove non è presente un nostro circolo o dove non è previsto si presenti una lista. Abbiamo già verificato che con il nostro supporto queste situazioni possono sbloccarsi, permettendo così al PD e ai mondi civici che con esso collaborano, specialmente nei piccoli comuni, di avere una rappresentanza in seno al Consiglio.
Anche con la Provincia di Padova, il cui presidente fino al 2022 sarà espressione del Partito Democratico seppur eletto in un accordo trasversale con tutte le forze politiche dell’arco parlamentare, va migliorato il dialogo. Non più una comunicazione scarna e occasionale, ma un confronto frequente e strategico. Nonostante l’ordinamento abbia ridotto il campo di competenza dell’ente e ne abbiamo modificato l’assetto, la Provincia di Padova è un attore istituzionale importante nei rapporti con i Comuni, il mondo della rappresentanza e il cittadino, per questo il Partito Democratico non intende essere lasciato ai margini dei processi che maturano in essa.

GESTIONE ECONOMICA:
In questi anni si è adoperata un’importante azione di spendingreview che ha garantito la stabilità economica. Ai tagli sono state accompagnate scelte di efficientamento della spesa (tra cui il definitivo approdo ad una soluzione di sede unica con il Partito Regionale del Veneto) e iniziative di autofinanziamento. In questo modo si è riusciti a reggere il contraccolpo dovuto ad un’importante ridimensionamento della rappresentanza e a salvaguardare le condizioni minime di operatività per la Federazione padovana. Tuttavia questi sforzi hanno provato fortemente il partito che svolge la sua attività in condizioni precarie e senza poter programmare efficacemente le attività politiche in assenza di coperture.
Dall’annualità 2018 si è introdotto un progressivo avvicinamento volontario ad un contributo di tesseramento di 30 euro, acconsentendo ad una discrezionalità dei segretari di circolo per condizioni eccezionali, che permette di contribuire maggiormente al provinciale senza ridimensionare il beneficio dei circoli. Verificata la sostenibilità, è giusto proseguire su questa strada e uniformare l’impegno rendendolo formale. A fronte di un simile impegno da parte di militanti ed iscritti il Partito Provinciale si impegnerà ad utilizzare il ricavato del tesseramento destinandolo esclusivamente all’attività politica (iniziative, eventi, promozione attività, campagne ecc.).
Nonostante i sacrifici fatti fin qui e l’oculatezza nella spesa, un’organizzazione politica come la nostra non può permettersi di restare appesa a logiche strettamente burocratiche, ne di affrontare procedure e lungaggini eccessive in concomitanza con appuntamenti importanti come le campagne elettorali, che siano amministrative, regionali, politiche, europee o altro. Serve quindi un impegno collettivo, unitario, straordinario per liberare risorse e consentire al partito di lavorare a regime nei momenti di necessità. Per queste ragioni devono essere promossi: almeno tre momenti di autofinanziamento all’anno, distinti uno per ciascuna zona territoriale, secondo le modalità già sperimentate in questa prima fase del mandato; deve essere introdotto un sistema di crowdfounding aperto tutto l’anno e modulabile per singole campagne specifiche all’occorrenza; va implementato il contributo volontario da parte di tutti coloro che per possibilità e scelta personale intendono sostenere il Partito anche in via straordinaria e occasionale; proseguirà con determinazione in tutte le sedi sovra provinciali la battaglia perché il 2x1000 trasferito con il codice M20 in dichiarazione dei redditi al PD da parte dei cittadini padovani, torni alla struttura territoriale almeno per il 50% di quanto traferito.

CONFERENZE TEMATICA:
Alla nuova segreteria si da mandato di organizzare e di aggiornare annualmente di un tavolo di confronto con i principali mondi della rappresentanza: categorie, associazionismo, parti sociali. Prendendo esempio da quanto già messo in campo dalla Segreteria Nazionale, questo esercizio di ascolto e confronto reciproco è un modo per restare connessi e raccogliere le istanze fondamentali del nostro territorio, riconoscendo e valorizzando il rapporto tra corpi intermedi.

FORMAZIONE:
Nei primi anni di mandato si sono susseguiti numerosi appuntamenti di formazione: uno all’anno, con qualche mese di anticipo sulle elezioni, per coloro coinvolti nella tornata amministrativa e poi altri più occasionali dedicati di volta in volta ai temi più attuali. E’ giunto il momento di stabilizzare questa offerta e moltiplicarla, con un apposito format e delle date prestabilite nell’arco di un anno che consentano di spaziare tra i temi amministrativi, quelli culturali riguardo la storia e ai valori delle tradizioni politiche e altri argomenti legati all’attualità. Vogliamo quindi dar vita ad una Scuola Politica Provinciale, come strumento permanente e non occasionale, che possa anche proseguire nei futuri mandati se ci sarà la volontà, diventando una scuola di riferimento per tutti coloro che si interessano di politica. E’ importante che per fare questo lavoro ci si avvalga delle risorse esperte presenti nel nostro partito.

FESTE UNITA’:
Le Feste compongono un tassello irrinunciabile della nostra presenza visibile all’interno dei Comuni, dei quartieri e della città. Oltre a sostenere tutte le realtà che s’impegnano annualmente con costanza, favoriremo la ripartenza di nuove Feste, anche stimolando l’aggregazione dei circoli ogni zona nel darsi un obiettivo comune. Non sempre è necessario porsi l’obiettivo di avere un ristorante, anche formule più ridotte e semplici nella gestione (panini, piadine, fritti e simili fingerfod) possono facilitare la nostra presenza all’interno di manifestazioni locali e in mezzo alla gente. E’ importante questi momenti conservino uno spazio dedicato al confronto e al dibattito, si tratta sicuramente di un ulteriore sforzo ma che si dimostra sempre vitale per riempire di senso politico i nostri luoghi e rispondere all’esigenza sentita da moltissimi di trovare occasioni di approfondimento e confronto. Un impegno straordinario continuerà ad essere dedicato anche alla Festa Provinciale, sulla quale è corretto avviare un dibattito organizzativo già nei primi mesi dell’anno, senza attendere l’estate, e anzi considerare, a partire dall’appuntamento 2020, un periodo di inizio estate al posto che il tradizionale mese di Settembre, ormai meteorologicamente troppo instabile per garantire la buona riuscita dell’evento.
Per svolgere e mantenere vive tutte queste attività è opportuno riunire le esperienze presenti in provincia di vecchi e nuovi addetti ai lavori e costruire un team che oltre a condividere il proprio “know how”, sia disponibile a collaborare con i circoli di città e provincia.

GRUPPI DI LAVORO TEMATICI:
Sono diverse le esperienze avviate inerenti a focus tematici. L’esperienza più virtuosa è sicuramente fin qui rappresenta dal TAM (Tavolo tematico dell’Area Metropolitana), che ha saputo promuovere con costanza un appuntamento mensile per oltre un anno, aggregando personalità esterne al partito, amministratori, segretari di circolo dell’area metropolitana e altri esperti per materia. Ogni volta è stato dibattuto e affrontato un argomento differente. Abbiamo poi avviato un gruppo dedicato ai diritti civili e nell’anno corrente sono state convocate alcune riunioni di un neonato forum dedicato alla scuola. Continueremo a incoraggiare e a incentivare, specialmente, laddove le sollecitazioni provengano “dal basso” queste forme d’incontro, consentendo anche a figure nuove e competenti di emergere.

ATTIVITA’ IN VISTA DELLE REGIONALI:
Dedicheremo il mese di Novembre all’ascolto del territorio attraverso la convocazione di assemblee di circolo in ogni comune. Monitoreremo questo percorso cercando di essere presenti come segreteria alle assemblee, nelle quali gli iscritti affronteranno discussioni sui principali temi della politica regionale, esprimendo valutazioni anche riguardo la rappresentanza che chiedono per il loro territorio e lo scenario in vista delle elezioni regionali 2020. Concluderemo questa attività con una grande assemblea nei primi mesi del nuovo anno in cui fare assieme il punto della situazione.

Colgo l’occasione per fare pubblicamente delle doverose congratulazioni a Carlo Bettio, che è nuovo componente del Comitato di Tesoreria Nazionale. Un ruolo estremamente delicato ma che saprà svolgere certamente bene.

Io desidero il PD sia un partito utile. Un partito che si mette al servizio, dove chi cerca sostegno sa di poterlo trovare, un partito delle opportunità e non dell’opportunismo, dell’aggregazione spontanea e non degli interessi. Abbiamo una grane sfida di fronte a noi, cioè quella di riaffermare lo spirito di comunità verso l’individualismo imperante di questa società. Non è una scommessa da poco e si lega profondamente alla nostro missione come partito. Dobbiamo difendere la nostra forma e la nostra identità, perché i partiti sono strumenti della democrazia, previsti dalla costituzione e noi siamo tutti animatori del partito più forte, solido e democratico che c’è in Italia. 

In bocca al lupo a tutti per il lavoro che abbiamo davanti. Facciamolo bene e facciamolo insieme.

Viva il Partito Democratico e viva l’Italia!




Vittorio Ivis
Segretario Provinciale PD Padova

IMMAGINA