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I servizi erogati dagli Enti Locali

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La Consulta degli Enti Sovracomunali
del Partito Democratico di Padova,
organizza una serata di approfondimento, su
 
"Come migliorare i servizi erogati dagli Enti Locali?
 
Sono le Unioni di Comuni una possibile soluzione o  
ci sono altri strumenti efficaci?" 
 
MARTEDI' 8 LUGLIO
ore 20.45
presso la Sede Provinciale del PD a PADOVA
in via Beato Pellegrino n. 16.
 
Intervengono:
Boris Sartori Resp. Enti Sovracomunali PD Padova
Luciano Gallo Direttore dell'Unione dei Comuni del Camposampierese
Federico Ossari Sindaco di Pontelongo
Severino Vettorato Consigliere Provinciale PD
Marcello Volpato Sindaco di Camposampiero
Fabio Rocco Segretario Provinciale PD Padova
 
 
Sono invitati a partecipare e a portare le esperienze locali i Sindaci e gli Amministratori che operano all'interno delle varie Unioni di Comuni istituite nell'ambito del territorio della Provincia di Padova.
Al fine di predisporre per i presenti un adeguato numero di copie del materiale sulle forme di collaborazione tra Enti Locali, si prega cortesemente di confermare la vostra presenza inviando una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , all'attenzione di Boris Sartori.
Chiediamo ai Sindaci di estendere l'invito agli asssessori e ai consiglieri comunali del proprio Comune e ai Coordinatori di Circolo ai componenti del proprio Circolo comunale.
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LE FESTE DEL PD

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LE FESTE DEL PD 2008



LIMENA

4-5-6 luglio / 11-12-13 luglio

CADONEGHE
5 luglio - 13 luglio

ABANO
18 luglio - 28 luglio

STANGHELLA
1 agosto - 17 agosto

VIGODARZERE
9 agosto - 17 agosto

ANGUILLARA
14 agosto - 25 agosto

CHIESANUOVA
22 agosto - 7 settembre

CONSELVE
26 agosto - 7 settembre

LEGNARO
30 agosto - 9 settembre

TRESTO
20 settembre - 28 settembre

TEOLO
10 ottobre - 14 ottobre

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IL SINDACO ZANONATO: Sei padovani su dieci hanno fiducia in lui

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PADOVA. La lunga permanenza alla guida dell’amministrazione comunale non sembra logorare Flavio Zanonato: interpellati, sei padovani su dieci esprimono fiducia nei confronti del sindaco in carica e quasi altrettanti ritengono efficace il suo operato. La percentuale dei consensi cala lievemente (55%) allorché viene sollecitato un giudizio sulla giunta nel suo complesso ma non scalfisce la valutazione altamente positiva della «squadra» municipale. Le cifre cambiano quando agli elettori viene chiesto se sarebbero disposti a rieleggere sindaco l’esponente del partito democratico: stavolta i favorevoli si fermano a quota 47% a fronte di un 44% di contrari; il restante 9% è rappresentato dagli indecisi, una frazione destinata - probabilmente - a rivelarsi decisiva. E’ questo l’esito del nuovo sondaggio condotto dall’istituto SWG per conto della Fondazione Nuova Società di Padova. Di rilievo anche l’alternanza di gradimento e di critiche nelle sei circoscrizioni che compongono la città: a promuovere a pieni voti la giunta Zanonato sono i residenti nel centro storico e nei quartieri popolosi a nord, sud-est e ovest; malcontento e sfiducia, invece, nella periferia dimenticata a sud ovest del capoluogo e nei rioni «caldi» di Padova est.
 A monte, tuttavia, spicca l’indice altissimo di notorietà di Flavio Zanonato: il 92% degli intervistati da SWG lo identifica senza esitazioni come il sindaco di Padova, circostanza niente affatto scontata. L’impressione è che il pragmatismo di Zanonato, politico di lungo corso, raccolga consensi trasversali, ben aldilà degli steccati ideologici di partenza. E’ una fiducia concessa ad personam e dettata da considerazioni concrete.
 Per cominciare, la linea di fermezza adottata dal sindaco in materia di ordine pubblico, tutela della legalità e contrasto all’immigrazione clandestina; se la sicurezza è stata il cavallo vincente del centrodestra alle ultime politiche, la vecchia volpe di palazzo Moroni si è ben guardata dal concedere agli avversari il monopolio della tolleranza zero. Evacuazione del ghetto di via Anelli, muri e cancellate contro l’illegalità diffusa, adesione convinta al patto anti-crimine dei sindaci a Parma, parole inequivoche contro ogni forma di eversione: un atteggiamento che gli è valso l’epiteto di “Gentilini rosso” dall’opposizione di estrema sinistra ma, per converso, ha catturato la fiducia dell’opinione pubblica. Non solo sicurezza. Altri fattori hanno giocato in suo favore.
 Come la “normalizzazione” del tram: un capitolo tormentato, un’autentica spina nel fianco del Comune che il tenace assessore alla mobilità Ivo Rossi - alle prese con deragliamenti, blocchi e insidie tecniche di varia natura - ha saputo infine neutralizzare, fino a rendere il nuovo trasporto pubblico un servizio efficiente e gradito agli utenti. Una mina vagante disinnescata, sì, che ha fatto salire la popolarità degli amministratori.
 Chi ritiene affidabile Flavio Zanonato, poi, non dimentica la sua esperienza amministrativa né la conoscenza minuziosa della città mista all’indubbia capacità di lavorare sodo, fino all’esaurimento della (fittissima) agenda quotidiana.
 Né, ai fini del consenso, sembra trascurabile il rapporto amicale che l’esponente post-comunista intrattiene con la Chiesa cattolica. I suoi rapporti cordiali con l’arcivescovo Antonio Mattiazzo non costituiscono certo un mistero, così come l’attenzione al circuito delle parrocchie (“presidiate” peraltro dal vicesindaco Claudio Sinigaglia) e del volontariato cristiano.



 Eppure, sottolineato tutto ciò, la probabile ricandidatura del primo cittadino democratico non sarà una passeggiata. Lo anticipano, anzitutto, i numeri. Nel passaggio dal gradimento «personale» all’intenzione di voto, Zanonato sconta la perdita di circa 13 punti. Un pedaggio inevitabile, pagato al vento moderato che in questa fase politica spira nel Paese. Ecco, la “pax berlusconiana” che caratterizza questo scorcio della stagione italiana si profila come la carta migliore in mano al centrodestra per tentare di capovolgere gli equilibri nella laicizzata città del Santo. Allo “sceriffo rosso” resta però una dote di partenza pari al 47%, +3% rispetto al virtuale schieramento avversario; niente male a fronte di un 9% di indecisi che potrebbero, in assenza di alternative convincenti, optare in gran parte per una scelta di continuità.
 Conclusione provvisoria: l’inquilino di palazzo Moroni convince molto; non al punto, però, da ipotecare la rielezione. Le urne lo vedranno in pole position ma le variabili - a cominciare dall’identikit dello sfidante di centrodestra, al momento indecifrabile - lasciano la partita apertissima.

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