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DIREZIONE PROVINCIALE LUNEDI’ 23 GIUGNO

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Buona sera a tutte e a tutti, ho cercato di condensare nella mia relazione gli aspetti principali di quello su cui a mio avviso siamo chiamati a confrontarci, non può essere ovviamente onnicomprensiva data la complessità del quadro ma d’altro canto sarebbe poco serio dirci che si tratta di una riflessione che si può concludere in una serata. Come sentirete farò anche delle proposte concrete per darci il tempo giusto e un percorso puntale per andare in profondità. Lo schema che mi darò sarà: - Una valutazione dell’esito delle votazioni amministrative nel territorio della nostra provincia - Una valutazione della sconfitta nel capoluogo - Una valutazione sul quadro nazionale e sul risultato che il PD ha conseguito nelle elezioni europee - Alcune riflessioni che riguardano il partito padovano oggi anche in vista delle prossime scadenze - La proposta di un percorso politico di natura sia programmatica che organizzativa che si rende a mio avviso necessario considerato il complesso dei dati che emergono. Per quanto riguarda la provincia, chi c’era si ricorderà di una mia sensazione che vi avevo sottoposto e di cui avevamo discusso insieme nell’ultima direzione provinciale: percepivamo che esisteva un consistente vento positivo nazionale dovuto dalle prime e convincenti azioni del governo Renzi. Questo ci faceva ben sperare, ma allo stesso tempo i segnali che avevamo girando i territori e vedendo come andava componendosi il quadro, era che si trattasse di un fenomeno che viveva di alcune verticalità e di una fiducia anche legata molto alla figura del nostro segretario nazionale.
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Assemblea Provinciale Partito Democratico di Padova - Mercoledì 6 novembre

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Care Democratiche, cari Democratici, in premessa lasciatemi dire che il discorso che farò non sarà comprensivo di tutti gli aspetti e di tutto il lavoro che dovremo affrontare insieme. Questo sia per limiti di tempo, sia per non abusare della vostra pazienza, sia evidentemente per limiti che sono miei come di ciascuno. Prendetelo come un segno preventivo di umiltà che voglio dare, ma anche come un primo atto che vuole affermare da subito un principio che mi è caro e che proverò a perseguire in tutto il mio mandato, perché ritengo sia uno dei principi che stanno al fondo di ogni comunità complessa e del Partito Democratico in particolare. E’ il principio che potremo definire della non autosufficienza, della non indispensabilità dei singoli, del non bastare a se stessi. L’idea cioè che tra noi non esistono tuttologi e che le idee migliori non sono nelle mani di pochi e tantomeno dei singoli. Noi esistiamo come comunità che ragiona, dove il pensiero, la fatica, la passione di ciascuno, insieme, costruiscono qualcosa di più grande.

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