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A Torino, perché l’Italia deve ripartire

Postato in Rassegna Stampa



Oggi sono stato a Torino. Siamo stati qui perché l’Italia deve ripartire. Questo governo sta mettendo indietro le lancette dell’orologio e il costo di questa incertezza si scarica sulle famiglie e soprattutto sui giovani. C’è una maggioranza parlamentare ma non c’’è una maggioranza unita. Si nascondono con i selfie, le battute, le gite. Sorridono ma l’Italia purtroppo sa pagando un prezzo enorme. Basta guardare il crollo dei fatturati delle aziende e della produzione industriale.

Ora serve un’alternativa. Ho rispetto per chi ha votato Lega o Cinque Stelle e con loro voglio parlare e dialogare per riconquistarle con un’idea di speranza e di ricostruzione di una bella Italia che si merita molto di più delle sceneggiate come quelle che stiamo vedendo, per esempio sulla Tav.

Non credo a questo Italia contrapposta, io penso a un grande piano di assunzioni, a un grande piano di investimento anche sulle ferrovie perché c’è bisogno di investire sulle reti e sul trasporto su ferro, così come sul dissesto idrogeologico. Le contrapposizioni servono a quattro politicanti a spartirsi le poltrone. Stanno insieme non perché credono in qualcosa ma perché hanno subito il fascino degli stucchi d’oro di palazzo Chigi.

Ecco perché le code ai gazebo delle Primarie sono state una grande, bellissima risposta.

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